Sabato 27 giugno si è tenuto il Consiglio Nazionale Uisp, riunito in modalità on-line. Presentiamo la relazione integrale del presidente nazionale Uisp Tiziano Pesce, che ha aperto i lavori:
Care consigliere e consiglieri nazionali, invitati, componenti dell’organo di controllo,
il Consiglio nazionale di oggi rappresenta un passaggio importante della nostra vita associativa. Non soltanto perché siamo chiamati a deliberare su temi rilevanti, come il tesseramento e il bilancio di previsione, ma soprattutto perché questo appuntamento si colloca in una fase che attraversa ulteriori trasformazioni che investono contemporaneamente l’ambito dello sport, il terzo settore e, più in generale, il sistema della partecipazione sociale nel nostro Paese.
Viviamo un tempo di grandi transizioni. Cambiano i bisogni delle persone e delle comunità. Evolvono le regole che disciplinano il nostro settore. Si trasformano le aspettative che cittadine, cittadini e istituzioni ripongono nelle organizzazioni sociali.
Di fronte a questi cambiamenti, l’Uisp ha scelto da tempo di non limitarsi ad adattarsi. Ha scelto, invece, di interpretarli, di anticiparli e, quando possibile, di governarli.
Questa una delle responsabilità più importanti che oggi ricadono sul nostro gruppo dirigente diffuso: non subire il cambiamento, ma accompagnarlo con visione, competenza e capacità di costruire il futuro della nostra associazione.
Tutto questo si inserisce in un tempo in cui che continua a essere profondamente segnato da guerre, conflitti e crescenti tensioni internazionali. Dall'Ucraina al Medio Oriente, fino ai tanti conflitti spesso dimenticati che attraversano l'Africa, l'Asia e altre parti del mondo, assistiamo ogni giorno a un’escalation di violenza che provoca vittime civili, distruzione, sofferenza e nuove disuguaglianze. Le notizie e le immagini che ci raggiungono quotidianamente non possono lasciarci indifferenti. Ci interrogano come cittadine e cittadini e ci interrogano come associazione.
L’Uisp onda la propria identità sulla promozione dei diritti umani, della convivenza civile, del dialogo, dell’inclusione e della pace. Per questo continuiamo a considerare la pace non come la semplice assenza della guerra, ma come un impegno quotidiano per affermare la giustizia, il rispetto della dignità delle persone e la costruzione di comunità aperte, solidali e inclusive. E allora oggi è l’occasione per rilanciare l’appello per promuovere la raccolta firme sulla legge per la difesa civile non armata e nonviolenta
L’iniziativa di legge popolare per un Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta lanciata dalla Campagna Un'altra Difesa è possibile, formata dalla CNESC – Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, dalla Rete Pace Disarmo e dalla Campagna Sbilanciamoci, muove da un presupposto preciso: il dovere di difesa della Patria sancito nell’articolo 52 della Costituzione può essere adempiuto anche con strumenti civili, come già riconosciuto dalla Corte costituzionale. Gli articoli 2 e 11 della Costituzione, solidarietà e ripudio della guerra, disegnano un concetto di sicurezza fondato su protezione delle persone e delle istituzioni democratiche, non sulla forza militare.
Servono 50 mila firme per portare il testo di legge all’iniziativa del Parlamento, ma ad oggi siamo purtroppo fermi a poco più di 11 mila firme. Mobilitiamoci tutte e tutti.
Con lo stesso senso di responsabilità non possiamo restare indifferenti di fronte ai continui femminicidi, alle violenze contro le donne, all’omofobia che continua ad uccidere e che anche in questi ultimi giorni ci consegna fatti ancora una volta agghiaccianti. Sono ferite profonde della nostra società che chiamano in causa tutte e tutti, e alle quali anche il mondo dello sport e dell'associazionismo deve continuare a rispondere con educazione, prevenzione e cultura del rispetto.
Lo sport sociale che promuoviamo è, prima di tutto, un'esperienza di incontro tra persone, di rispetto reciproco e di riconoscimento dell'altro. Ogni volta che costruiamo occasioni di partecipazione, ogni volta che favoriamo l'inclusione e valorizziamo le differenze, contribuiamo ad affermare una cultura alternativa a quella dello scontro, della contrapposizione e della violenza.
Per questo l'Uisp continua e continuerà a promuovere i valori della pace, della solidarietà internazionale, della cooperazione tra i popoli e del dialogo interculturale, direttamente e attraverso le tante reti sociali di cui è parte e che contribuisce ad animare. Lo facciamo nella consapevolezza che non può esistere uno sport davvero aperto a tutte e a tutti senza una società fondata sul rispetto della dignità di ogni persona, delle sue differenze e dei suoi diritti.
Per questo impegno, che ogni giorno prende forma nei territori, desidero rivolgere, insieme a voi, un ringraziamento sincero a tutte le donne e a tutti gli uomini dell’intera rete associativa Uisp, a partire dalle associazioni e dalle società sportive affiliate. A loro va il nostro più sentito riconoscimento per il lavoro prezioso che svolgono, sette giorni su sette, con passione, competenza e spirito di servizio. Grazie al loro impegno, fatto di attività, progetti e relazioni, anche quest'anno la nostra associazione ha saputo vivere un'altra intensa e straordinaria stagione di partecipazione.
In queste settimane, inoltre, il loro impegno è reso ancora più intenso dall'organizzazione dei campionati, delle finali e delle rassegne nazionali, delle manifestazioni territoriali e regionali, dei centri estivi, dei corsi di formazione e delle tante iniziative che continuano ad animare la vita della nostra associazione in tutto il Paese.
Sappiamo bene quanto lavoro, quanta competenza e quanta passione siano necessari per realizzare tutto questo. Dietro ogni evento ci sono dirigenti, volontarie e volontari, giudici e arbitri, formatrici e formatori, operatrici e operatori, collaboratrici e collaboratori che dedicano tempo, energie e professionalità alla buona riuscita delle attività.
È un lavoro spesso poco visibile, ma assolutamente essenziale. Un lavoro che rende possibile la partecipazione, garantisce qualità organizzativa, assicura accoglienza e sicurezza. In una parola, rende possibile l'Uisp. Il nostro ringraziamento raggiunga ciascuna e ciascuno di loro, per l'impegno quotidiano, per gli sforzi che dedicano all'organizzazione delle attività e per la capacità di tenere insieme sport e diritti, attività fisica e cittadinanza, partecipazione e inclusione.
È proprio questa capacità di unire organizzazione e valori, competenza e passione, pratica sportiva e responsabilità sociale che continua a rendere l'Uisp una realtà originale e autorevole nel panorama associativo e sportivo del nostro Paese. Non siamo nati per organizzare semplicemente attività sportive. Siamo nati per affermare il diritto di tutte e di tutti a praticare sport. Siamo nati per abbattere barriere, creare opportunità e utilizzare lo sport come strumento di emancipazione, di partecipazione e di crescita delle comunità.
Questa visione conserva oggi una straordinaria attualità. Anzi, è probabilmente ancora più necessaria di quanto non fosse in passato. Le disuguaglianze sociali aumentano. Le povertà coinvolgono milioni di persone. Molti territori sono attraversati da fenomeni di isolamento, frammentazione e solitudine. La partecipazione democratica continua a vivere una fase di evidente difficoltà.
In questo contesto, lo sport sociale rappresenta un presidio di coesione, di cittadinanza e di democrazia. Ed è proprio qui che si colloca, oggi più che mai, la missione dell'Uisp, dentro un quadro normativo e istituzionale profondamente cambiato.
La riforma dello sport e quella del terzo settore hanno introdotto innovazioni rilevanti. Abbiamo affrontato nuovi adempimenti, sviluppato nuove competenze, accompagnato associazioni e società sportive lungo una fase complessa.
Non è stato un percorso semplice. Abbiamo dovuto misurarci con incertezze interpretative, ritardi nell'attuazione delle norme e difficoltà operative. Eppure, l'Uisp ha dimostrato una grande capacità di adattamento, di innovazione e di accompagnamento della propria rete associativa.
Oggi, però, siamo chiamati a compiere un passo ulteriore. Dobbiamo aprire una nuova fase: una fase costituente, nella quale costruire insieme il futuro dell'Uisp. Non possiamo limitarci ad amministrare il cambiamento.
Dobbiamo contribuire a definirne la direzione, rafforzando la nostra identità, rinnovando i nostri strumenti e investendo sulle persone, sulle competenze e sulla qualità della nostra presenza nei territori.
Ed è proprio in questa prospettiva che stiamo affrontando il percorso di aggiornamento del nostro Statuto. Non come un semplice intervento tecnico o di adeguamento normativo, ma come un vero progetto politico, che ci sta portando a riflettere sul modello associativo dell'Uisp dei prossimi anni.
Lo Statuto è la carta fondamentale della nostra organizzazione. Definisce il modo in cui esercitiamo la democrazia interna, il rapporto tra i diversi livelli associativi, gli strumenti della partecipazione e il nostro sistema di rappresentanza. In altre parole, definisce gli equilibri, l’organizzazione e il funzionamento di un'associazione unica e unitaria.
Per questo considero il percorso che abbiamo avviato uno dei passaggi più significativi di questo mandato. Non stiamo semplicemente aggiornando delle norme: stiamo costruendo le condizioni perché l'Uisp continui a essere una grande associazione nazionale, capace di coniugare unità e pluralismo, autonomia e responsabilità, partecipazione e capacità di decidere.
Colgo l’occasione di questo Consiglio nazionale per rivolgere i più sentiti ringraziamenti ai presidenti regionali, alle Giunte e a tutti i partecipanti ai 19 Consigli regionali allargati: le componenti e i componenti dei Consigli, i coordinatori e le coordinatrici dei Settori di Attività, i presidenti e dirigenti dei Comitati Territoriali, le tecnostrutture, le delegate e i delegati. Il contributo di ciascuno ha rappresentato un momento prezioso di confronto, ascolto e partecipazione, confermando la vitalità della nostra associazione e la qualità del percorso condiviso verso l’Assemblea.
Complessivamente, insieme a Vincenzo Manco, responsabile del Centro Studi e Ricerca e coordinatore del Gruppo di lavoro sullo Statuto, alla vicepresidente vicaria Enrica Francini e al segretario generale Tommaso Dorati, tra il 18 aprile e il 23 giugno abbiamo incontrato centinaia e centinaia di persone. Donne e uomini che ci hanno restituito un’importante condivisione di quanto sul percorso avevamo messo a disposizione nel Consiglio nazionale del 14 marzo. Tantissimi, davvero tantissimi gli interventi, le osservazioni, le proposte, i contributi che abbiamo ascoltato e annotato, spunti che stanno arricchendo il lavoro di approfondimento e di elaborazione, sviluppato nel corso di settimane particolarmente intense. Un percorso che stiamo portando avanti con il prezioso accompagnamento della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, del professor Luca Gori e del dottor Giammaria Gotti.
Davanti a noi si apre ora l’ulteriore fase del percorso che ci accompagnerà all’Assemblea congressuale del 24 e 25 ottobre prossimi, in programma a Firenze, presso il Centro Congressi del Radisson Blu Hotel. Il calendario dei lavori è stato definito già dallo scorso marzo ed è stato richiamato in tutti i Consigli regionali. Si partirà con la Giunta nazionale del 6 luglio, nel corso della quale il coordinatore del Gruppo di lavoro sullo Statuto, Vincenzo Manco, presenterà una prima bozza di articolato statutario. Seguiranno le riunioni della Giunta nazionale del 18 luglio, del 7 settembre e del 9 ottobre, fino alla Conferenza dei Presidenti regionali del 16 ottobre.
Passaggio centrale di questo percorso sarà il Consiglio nazionale monotematico del 12 settembre, che si svolgerà in presenza a Bologna. In quella sede il Consiglio sarà chiamato ad approvare una versione ormai avanzata della proposta di Statuto, che verrà successivamente messa a disposizione delle delegate e dei delegati in carica chiamati a partecipare all’Assemblea congressuale di fine ottobre, così da consentire un confronto pienamente consapevole e informato.
È un percorso che richiede disponibilità e forte senso di responsabilità. Sono convinto che, attraverso questo percorso condiviso, sapremo rafforzare ulteriormente la nostra rete associativa e consegnare all'Uisp uno Statuto capace di accompagnarne lo sviluppo e di sostenerne il futuro. L’aggiornamento dello Statuto – e successivamente dei Regolamenti e del Codice Etico - deve aiutarci a fare questo. Deve guardare sì al passato, sì al presente ma soprattutto al futuro. Nel frattempo, continuiamo a misurarci con le difficoltà economiche che incidono sulla vita delle famiglie, delle associazioni e delle comunità nelle quali operiamo.
Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare i conti con gli effetti dell'inflazione e con un generale aumento dei costi di gestione. Gestire un impianto sportivo, organizzare una manifestazione, garantire l'apertura di una palestra o di uno spazio di attività è diventato molto più oneroso.
Sono cresciuti i costi dell'energia, dei trasporti, dei servizi, delle forniture e delle manutenzioni. In molti casi questi aumenti si sono scaricati direttamente sui bilanci delle associazioni e delle società sportive, mettendone a dura prova la sostenibilità economica.
Allo stesso tempo, molte famiglie vedono ridursi il proprio potere d'acquisto e sono costrette a compiere scelte sempre più difficili. In questo quadro il rischio è evidente: se non sostenuta da adeguate politiche pubbliche, la pratica sportiva può trasformarsi da diritto da agire a costo cui rinunciare. Per l'Uisp questa non è soltanto una questione economica. È una questione di diritti, di equità e di cittadinanza.
Quando crescono le disuguaglianze economiche cresce anche il rischio che si allarghino le disuguaglianze nell'accesso allo sport, alla salute, alle opportunità educative e alla partecipazione sociale. Per questo continuiamo a chiedere politiche pubbliche capaci di sostenere lo sport sociale e di comunità: maggiori investimenti negli impianti sportivi, misure di sostegno alle associazioni e alle società sportive, interventi a favore delle famiglie e di tutte quelle persone per le quali lo sport rappresenta uno strumento fondamentale di benessere, inclusione e crescita. Perché il diritto allo sport non può dipendere dal reddito, dal luogo in cui si è nati e si vive o dalle condizioni economiche della propria famiglia.
Anche per queste ragioni il tema della sostenibilità economica della nostra rete associativa assume un valore strategico decisivo. Dobbiamo essere capaci di rafforzare la nostra capacità progettuale, innovare, costruire nuove alleanze e utilizzare al meglio le risorse disponibili, senza mai perdere di vista la nostra funzione fondamentale: rendere lo sport accessibile e inclusivo, soprattutto per chi appunto rischia di esserne escluso.
In questo quadro, oggi il Consiglio nazionale è chiamato ad assumere una responsabilità importante sul Bilancio di previsione 2026/2027 che la Giunta ci ha consegnato. Dobbiamo essere pienamente consapevoli che il bilancio non è mai un atto neutro. Racconta un'impostazione politica e un'idea di associazione. Dietro ogni investimento ci sono scelte precise. Dietro ogni allocazione di risorse ci sono priorità, obiettivi e visioni di futuro. Per questo il nostro lavoro su questo documento non è soltanto tecnico, ma profondamente politico e identitario.
Il bilancio è lo strumento attraverso il quale rendiamo concrete le scelte strategiche dell'associazione. Attraverso di esso sosteniamo l'efficacia della nostra rete associativa, rafforziamo la formazione dei quadri dirigenti, accompagniamo la capacità progettuale, sia a livello nazionale che europeo.
Allo stesso tempo investiamo nei processi di innovazione delle attività e nella loro sempre maggiore integrazione con le politiche associative, proseguiamo nel percorso di digitalizzazione, del rinnovamento della piattaforma uisp.it e consolidiamo strumenti di monitoraggio, controllo e autocontrollo. Il bilancio ci consente inoltre di rafforzare le competenze interne e accrescere la capacità dell'Uisp di essere protagonista nelle politiche pubbliche. In questo senso, ogni voce di bilancio è una scelta che parla del futuro dell'associazione e della direzione che vogliamo darle.
Obiettivi che richiedono risorse ma che richiedono anche coerenza, perché la sostenibilità economica non può essere separata dalla sostenibilità associativa. Dentro queste riflessioni si inserisce un tema che considero particolarmente importante. Mi riferisco al Piano nazionale di Azione per l'Economia sociale, ormi in dirittura di arrivo e atteso a giorni in Consiglio dei ministri, su cui nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di esprimerci con osservazioni e proposte, rispondendo alle richieste del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Si tratta di un passaggio che merita molta attenzione.
Perché il Piano nazionale - la strategia con cui l'Italia intende promuovere e rafforzare il settore dell'economia sociale, in attuazione della Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea e del piano d'azione europeo - riconosce formalmente il ruolo delle organizzazioni del terzo settore, dell'associazionismo, della cooperazione e delle reti civiche nella costruzione dello sviluppo economico e sociale del Paese.
Le misure previste dal Piano possono favorire l’accesso a nuove risorse finanziarie e misure fiscali, sostenere l’innovazione sociale e valorizzare il contributo delle reti territoriali. Particolarmente rilevante è l’attenzione all’inclusione, alla partecipazione dei cittadini e alla coesione delle comunità locali, temi da sempre al centro dell’azione Uisp.
Il Piano offre inoltre nuove occasioni di collaborazione a livello europeo, favorendo scambi di esperienze e progettualità transnazionali. La promozione di competenze, occupazione di qualità e imprenditorialità sociale, soprattutto di giovani, donne e persone vulnerabili, può contribuire a rafforzare la sostenibilità delle associazioni sportive. Per l’Uisp si apre così la possibilità di consolidare il proprio ruolo di soggetto di cittadinanza attiva, capace di generare benessere, inclusione e sviluppo territoriale. In questo quadro, lo sport sociale e per tutti assume un valore ancora più rilevante come strumento di partecipazione democratica e di costruzione di comunità più giuste e solidali.
Tra gli ulteriori obiettivi del Piano: creare un quadro normativo più favorevole per gli enti dell'economia sociale, migliorare l'accesso ai finanziamenti pubblici e privati, rafforzare la collaborazione tra pubblica amministrazione e organizzazioni dell'economia sociale, aumentare la conoscenza e la misurazione dell'impatto sociale. Al centro il riconoscimento del primato della persona rispetto al profitto e dell’interesse generale, per un modello culturale prima ancora che economico, un modo diverso di produrre valore, fondato sulla reciprocità, sulla relazione tra economia e comunità.
In questo percorso, l’Uisp potrà essere sempre più infrastruttura sociale diffusa, una rete di prossimità, un soggetto sempre più capace di generare capitale sociale. Una organizzazione che contribuisce alla salute pubblica, alla coesione territoriale, all'inclusione. Insomma, alla qualità della vita delle comunità. Quando osserviamo la nostra rete associativa vediamo migliaia di esperienze che producono già oggi questi risultati. Esperienze in cui risiede il valore distintivo dell’Uisp. Dobbiamo imparare a raccontarle ancora meglio, a rappresentarle e a misurarle con ancora maggiore efficacia.
Siamo una associazione che genera comunità. La sfida che abbiamo davanti è, in definitiva, una sfida di comunità.
In una società che tende a frammentare, ad escludere, l’Uisp continua a costruire relazioni, a rammendare legami collettivi. Questa è la nostra funzione sociale. Ed è una funzione che oggi il Paese deve riconoscere e valorizzare sempre di più.
Su questo continua il nostro percorso anche all’interno degli organi del Forum del Terzo Settore, nel rapporto con le autorità di governo in materia di sport e di politiche sociali, con il Parlamento. Nel frattempo, un nuovo impegno e riconoscimento importante, personale e per l’Uisp - che quindi condivido con tutte e tutti voi - è la mia recente nomina a consigliere della Fondazione Terzjus, designato dal Coordinamento del Forum del Terzo Settore. La Fondazione si prepara ad accompagnare il decennale del Codice del Terzo settore e il nuovo percorso dell’economia sociale.
Tra le linee strategiche di lavoro individuate per il prossimo triennio, l’economia sociale, la nuova regolazione fiscale avviata dopo la comfort letter, la finanza sociale, lo sport, il volontariato nelle reti associative, l’amministrazione condivisa, il lavoro negli enti di terzo settore, il lavoro sportivo e la misurazione dell’impatto sociale, oltre all’impegno su monitoraggio e ricerca, anche attraverso lo sviluppo delle azioni dell’Atlante del terzo settore.
Come Uisp saremo poi protagonisti dei nuovi gruppi di studio costituiti in sede di Coordinamento degli Enti di Promozione sportiva riconosciuti dal Coni su tre ambiti strategici: rapporti e convenzioni tra Eps e Federazioni Sportive nazionali; formazione e rilascio qualifiche tecniche; istituzione di un Osservatorio permanente della Promozione sportiva con il coinvolgimento della società Sport e Salute. Ho già avuto modo di dirlo: non faremo sconti a nessuno.
Ritorniamo ad oggi, a questo Consiglio in cui affrontiamo anche i temi del Tesseramento – coperture assicurative, norme, procedure, cartellini tecnici e card formazione - per la prossima stagione in partenza il 1° settembre. Tante le sfide che ci troviamo davanti, che, ancora una volta, proveremo a sintetizzare attraverso lo slogan che caratterizzerà la Tessera e la Campagna di Adesione alla Uisp 2026/2027: “SUPERARE GLI OSTACOLI”.
Come è ormai consuetudine, insieme al Centro Studi e Ricerca, al settore Comunicazione e stampa e al grafico, Andrea Dreini, creativo e dirigente Uisp, abbiamo lavorato in sinergia per definire uno slogan e segni grafici capaci di evocare simbolicamente e trasversalmente, in continuità, gli impegni associativi della nuova annualità.
La proposta grafica della tessera associativa e della campagna di adesione 2026/2027, che oggi presentiamo attraverso un bozzetto in una fase avanzata di elaborazione, nasce dall'idea di utilizzare il gesto sportivo del salto a ostacoli. Una scelta che mantiene al centro la pratica sportiva e il valore delle attività promosse dall'Associazione, ma che assume anche un significato simbolico: il superamento degli ostacoli diventa infatti metafora della condizione sociale contemporanea e del ruolo che l’Uisp intende continuare a svolgere nel nostro Paese, accompagnando persone e comunità nel costruire opportunità, inclusione e diritti attraverso lo sport.
L'ostacolo rappresentato non richiama esclusivamente la pratica sportiva, ma rimanda agli ostacoli economici, sociali, culturali e normativi che ancora oggi limitano l'effettiva uguaglianza delle persone e il pieno esercizio dei loro diritti.
Tanti ancora gli “ostacoli” normativi e le difficoltà che il nostro mondo vive a partire dal non dialogo tra i Registri, la definizione degli ambiti di attività di Fsn ed Eps, il tema delle risorse, la messa a terra della riforma del lavoro sportivo, la rappresentanza, la valorizzazione del merito, le procedure e i costi per la rendicontazione dei progetti, gli investimenti per favorire la trasparenza.
Il riferimento ideale è l'articolo 3 della Costituzione italiana, che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È in questa prospettiva che l’Uisp interpreta la propria missione: fare dello sport uno strumento di inclusione, partecipazione, coesione sociale e cittadinanza attiva, contribuendo alla costruzione di comunità più giuste e solidali.
L'immagine scelta raffigura in primo piano una bambina. Una scelta non casuale, che richiama l’affermazione dei valori di uguaglianza, pari opportunità, che richiama il futuro, la crescita, il diritto di ogni persona a poter esprimere le proprie potenzialità e la responsabilità collettiva di creare le condizioni affinché nessuno venga lasciato indietro.
Mentre la bambina affronta un ostacolo, sullo sfondo si intravedono altri bambini: un elemento che amplia il significato della scena, ricordando che il percorso di crescita non riguarda mai il singolo, non l’io bensì il noi, una comunità che educa, sostiene e costruisce insieme le condizioni perché ciascuno possa sviluppare le proprie potenzialità.
L'elaborazione complessiva dell'immagine, con i suoi colori e le sue contaminazioni, restituisce l'idea di una società plurale, dinamica e in continua trasformazione, nella quale la ricchezza nasce dall'incontro delle differenze.
Questa scelta comunicativa ben si inserisce, inoltre, nel percorso di aggiornamento dello Statuto Uisp, con il quale l'Associazione ha deciso di rileggere e rafforzare le proprie regole, la propria organizzazione e la propria visione, per rispondere con maggiore efficacia ai cambiamenti sociali, normativi e culturali del nostro tempo. Anche questo rappresenta un modo concreto di rimuovere gli ostacoli: aggiornare gli strumenti associativi affinché l’Uisp possa continuare a essere una comunità aperta, inclusiva, partecipata e capace di interpretare il proprio ruolo nel futuro.
La tessera associativa diventa così non soltanto uno strumento di adesione, ma anche il simbolo di un impegno condiviso: quello di un'associazione che sceglie ogni giorno di mettere lo sport al servizio dei diritti, della partecipazione e della coesione sociale, rinnovando sé stessa per contribuire alla costruzione di una società più equa e inclusiva.
Prepariamoci ad affrontare la nuova stagione impegnandoci a contribuire a “Superare gli ostacoli” con la consapevolezza e l’orgoglio di avere alle spalle una storia importante, che in questo giugno 2026, a 80 anni dalla scelta della Repubblica abbiamo ancor una volta voluto legare ai principi sanciti nella Costituzione.
Ma nessuna organizzazione vive soltanto della propria storia. Le organizzazioni continuano a essere rilevanti quando sanno interpretare il proprio tempo, quando sanno innovare senza rinunciare ai propri valori, sanno costruire futuro. È questo il compito collettivo che abbiamo davanti, da affrontare con la forza della nostra identità, con la ricchezza della nostra rete, dei nostri associati. Con la passione delle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno fanno vivere l’Uisp.
Affrontiamo dunque questo passaggio con fiducia, con senso di responsabilità e con la consapevolezza che il contributo dell’Uisp allo sviluppo democratico, sociale e civile del Paese continua ad essere non soltanto utile, ma necessario.
Grazie dell’attenzione.
Buon lavoro a tutte e a tutti noi.
Tiziano Pesce